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Le Storie de Bartoldo nei filò della Lessinia

1 Gennaio 2013
Costermano

Presentato il volume sul personaggio della Lessinia

 Al Palazzo Scaligero, l'assessore alla Cultura e Identità Veneta Marco Ambrosini ha presentato il volume “Le storie de Bartoldo nei filò della Lessinia”. 

Erano presenti l'assessore provinciale al Bilancio e sindaco di Roverè Veronese, Stefano Marcolini; gli autori del libro Attilio Benetti ed Ezio Bonomi; l’autore delle illustrazioni, Luca Vinco; il presidente del Curatorum Cimbricum Vito Massalongo; il regista Alessandro Anderloni.

 L’opera si avvale del patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Verona, del Comune di Roveré e della Comunità Montana della Lessinia che hanno appoggiato la realizzazione del volume da parte del Curatorium Cimbricum Veronense per la rivalutazione del personaggio legato alla tradizione veneta e veronese. Bertoldo, in dialetto “Bartoldo”, è un personaggio umoristico delle montagne veronesi tramandato nelle storie tradizionali che venivano narrate nei filò della Lessinia e conosciute anche fuori dall’Italia grazie ai racconti degli emigranti veneti.Il volume riprende la figura di questo personaggio descritto per la prima volta nel libro di Giulio Cesare Croce, uscito a Bologna nel 1606: “Le sottilissime astuzie di Bertoldo” narra come attorno al 570 il re longobardo Alboino avesse stabilito la sua corte a Verona prendendosi in moglie la bella prigioniera Rosmunda, figlia del nemico sconfitto Cunimondo, re dei Gepidi. Secondo il libro di Croce, qui giunse il villano Bertoldo, rozzo ma astuto, che faceva tanto divertire con le sue sentenze quanto impazzire con i suoi scherzi il sovrano, la regina e tutti i cortigiani.

Inoltre, con la sua arguzia risolveva ogni sorta di tranello, riuscendo a sciogliere vari inghippi e a sottrarsi più volte alla condanna a morte.Ezio Bonomi ha ricercato i racconti vecchi e nuovi che circolavano nei filò della Lessinia,  riproponendoli nel libro in uno stile semplice e chiaro, idealmente rivolto a ragazzi dai 10 ai 15 anni e quindi anche alle loro famiglie.L’opera, arricchita da una piantina disegnata e da fotografie dei luoghi in cui il personaggio avrebbe vissuto e abitato, è resa accattivante dagli umoristici disegni di Luca Vinco, che ritraggono Bertoldo in varie azioni all’inizio di ogni capitolo del libro.Essendo Bertoldo un illetterato, si esprime secondo la tradizione nel locale dialetto montano, mentre il re e la sua corte, più saccenti e civilizzati, in lingua italiana.

Il primo viene così considerato come il linguaggio del libero pensiero, dell’originalità e della spontaneità, mentre la seconda è la lingua del potere, delle angherie e dei cavilli burocratici.Una consolidata tradizione locale della Lessinia indica la probabile origine del personaggio nella località Parparo, nel Comune di Roveré Veronese, dove da secoli è indicato un Prà de Bertoldo, le fondamenta e alcuni resti di un’ipotetica Casa de Bertoldo, il sito di un “Posso de Bertoldo” e una rupe definita “Sengia dela Marcolfa”, che nella tradizione rappresenterebbe la moglie di Bertoldo. Inoltre, nel Comune di Roverè è presente sia la contrada che il cognome Bertoldi, in quello di Velo sia la contrada che il cognome Croce. 

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