cerca

News

L’era dell’enoturismo in Italia

3 Aprile 2024

di Agnese Ceschi

Negli ultimi decenni, l’enoturismo ha guadagnato un notevole interesse da parte dei turisti di tutto il mondo con un conseguente coinvolgimento delle cantine nel rendere questa esperienza più efficiente possibile. Il Covid-19 ha influito in modo non indifferente su questo sviluppo, rendendo i viaggi a breve gittata e in mezzo alla natura più appetibili per i turisti.
Secondo il “Report sul Turismo Enogastronomico Italiano” 2023 a cura di Roberta Garibaldi, risulta sempre più chiaro che oggi il turismo enogastronomico è in forte ascesa. A renderlo evidente non sono solo i numeri, ma anche i sempre più numerosi imprenditori del vino che decidono di dedicare una parte del loro business all’accoglienza in cantina. Infatti, se i numeri del turismo italiano stanno tornando ai valori del pre-pandemia, c’è un fenomeno che cresce ad una velocità maggiore: le persone che viaggiano con lo scopo principale dell’enogastronomia, sia in Italia che all’estero, stanno aumentando in modo significativo.

 

Chi è l’enoturista di oggi?
“L’enoturista è sicuramente curioso: vuole apprendere cose nuove attraverso storytelling avvincenti direttamente nel luogo dove sta vivendo l’esperienza” spiega Lavinia Furlani, presidente della testata Wine Meridian, formatrice e tra i massimi esperti di enoturismo in Italia. “Gli enoturisti italiani vorrebbero infatti conoscere la storia e gli aneddoti relativi all’azienda e alle produzioni quando visitano un’azienda. Questo significa che le cantine si trovano davanti ad un’importantissima occasione: quella di ricevere nella propria azienda possibili clienti già predisposti all’ascolto, già interessati all’azienda e soprattutto già in un contesto in cui sono facilmente indirizzabili verso l’acquisto”.

 

Cosa cerca l’enoturista?
L’esperienza è al centro della sua richiesta. Il report mette in luce come i viaggiatori mossi primariamente con la motivazione del gusto rappresentano infatti il 21% dei turisti enogastronomici italiani, un dato in crescita del 4% rispetto al 2019. Il viaggio è anche un modo per staccare: secondo il Report il 62% dei turisti italiani desidera fare viaggi enogastronomici in cui ci sia la possibilità di prendersi una pausa dalla tecnologia, la cosiddetta digital detox. Il 71% dei turisti italiani vorrebbe trovare menù con ricette che fanno bene alla salute, inoltre, un italiano su due vorrebbe poter fruire di attività di benessere (es. massaggi, idromassaggi e SPA) nei vigneti.  C’è però una differenziazione in base anche all’età. Infatti gli enoturisti sembrano scegliere esperienze diverse a seconda dalla fase di vita in cui si trovano: i più giovani prediligono eventi e festival del vino (18-24 anni: 35%; 25-34: 38%); i Millennials (35-44) preferiscono seguire itinerari tematici; i senior sono più attratti dalle visite in cantina (41%). A prescindere dall’età, “ciò che rimane all’enoturista al termine della visita è la relazione che è riuscito ad instaurare con chi l’ha accolto” spiega Lavinia Furlani. “Non tanto i vini quindi, quanto più lo scambio umano ed emotivo. Di solito, il turista del vino non è un sommelier o un master of wine. Ma è una persona normale che beve vino, ma non conosce tutti i dettagli tecnici. E non vuole conoscerli! Vuole divertirsi in una cantina, sentirsi bene, imparare qualcosa, comprare del vino, passare del tempo in compagnia… E non essere stressato da troppi tecnicismi”. Secondo l’osservatorio di Wine Tourism Hub, progetto ideato da Wine Suite e Wine Meridian, l’Italia ha un potenziale immenso, fortemente attrattivo con un significativo numero di turisti, ma non è ancora riuscita a trovare la modalità per estrarre valore da questo potenziale. “Per fare un esempio concreto, altre aree sanno sfruttare al meglio potenziali più ridotti: come la Napa Valley, con 3,9 milioni di visitatori, che genera un indotto di vendite al consumatore finale del 66%” spiega Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian ed esperto di enoturismo. “Al contrario l’Italia con 15 milioni in Italia, genera solo un 10% di vendite dirette al consumatore. 1 cantina italiana su 13 dà la possibilità di prenotare e pagare servizi enoturistici direttamente dal sito web. Questo ci fa comprendere come ci sia un grande potenziale ma ancora molta strada da fare”.

 

La visita enoturistica per una famiglia con bambini: un’esperienza divertente o un incubo?
“Dipende da tante cose. Ciò che è certo è che l’Hospitality Manager ha l’importante compito di fare la sua parte perché anche i bambini sanno essere dei clienti esigenti! Considerati da molti solo dei piccoli e innocui accompagnatori, i bambini sono in realtà clienti a tutti gli effetti e come tali sviluppano le loro opinioni personali. E come sappiamo, ignorare dei clienti significa compromettere irrimediabilmente l’esito dell’esperienza enoturistica” spiega Lavinia Furlani.

Gli eventi consigliati

Scopri tutti gli eventi

il calendario

Programmi per il prossimo weekend?

Programmi per il prossimo weekend?

la newsletter

Rimani aggiornato
Ricevi tutte le novità Carnet Verona, concerti, spettacoli, eventi, manifestazioni...