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Lo spreco alimentare comincia nelle nostre case

30 Gennaio 2024

Come prevenire gli sprechi a tavola – con Lisa Casali

di Marta Tarasconi

 

È il 5 febbraio del 2014 quando viene proclamata per la prima volta la Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare. Istituita dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero con l’Università di Bologna e con il Ministero dell’Ambiente, questa giornata invita a riflettere su un aspetto critico della nostra società.
Il cibo rientra nei bisogni primari dell’uomo: non possiamo non nutrirci.
Eppure esiste un vero e proprio paradosso legato al cibo: solo lo scorso anno in Italia il cibo gettato nelle nostre case è costato oltre 9,2 miliardi. Sempre in Italia però, oltre 2,6 milioni di persone faticano a nutrirsi regolarmente a causa dell’aumento dei prezzi.
Un paradosso no? Quello che emerge dalle ricerche, è che il grosso dello spreco alimentare avviene proprio nelle nostre case: ecco perché diventa fondamentale cambiare le nostre abitudini a tavola, per il nostro bene, per quello degli altri, e per quello del Pianeta.

Come possiamo fare la nostra parte? Ne abbiamo parlato con Lisa Casali, scienziata ambientale, divulgatrice e scrittrice.

 

Come possiamo prevenire e ridurre gli sprechi alimentari nella nostra quotidianità?
La prima cosa da fare è cercare di essere il più possibile razionali quando facciamo la spesa. È di grande aiuto fare una pianificazione di massima dei pasti della settimana: potremmo prepararci un elenco completo di quello che ci serve davvero ed evitare di acquistare alimenti in eccesso. Un altro errore da non fare è entrare al supermercato in preda alla fame perché la lista della spesa e la nostra razionalità andranno a farsi friggere.
Una volta a casa conserviamo al meglio ogni prodotto e consumiamo i vari alimenti dando la priorità a quelli più deperibili. Gli ortaggi a foglia verde sono i primi da consumare perché perdono rapidamente gran parte dei micronutrienti di cui sono ricchi. Al contrario le radici come barbabietole, patate e ravanelli possiamo tenerli per i giorni successivi.
Se poi non vogliamo che la nostra spesa vada sprecata resistiamo alla tentazione di mangiare fuori casa o ordinare qualcosa di pronto se il nostro frigorifero trabocca di cibo.
In cucina pesiamo gli ingredienti ed evitiamo di cucinare porzioni troppo abbondanti che aumentano il rischio di produrre avanzi che spesso si traducono poi in sprechi.

 

Come trasformare gli scarti in risorse in cucina?
La prima cosa da fare è cambiare la propria percezione di bucce, gambi e foglie e vederle non tanto come scarti quanto ingredienti veri e propri che meritano di essere valorizzati. Da uno studio che ho condotto con Altroconsumo e i cui risultati sono riportati anche nel mio libro “Il grande libro delle bucce” è emerso come queste parti siano in realtà un vero tesoro di vitamine, sali minerali e fibre. Per imparare a usare queste parti non occorre imparare chissà quali tecniche, in molti casi è sufficiente non scartarle ma cucinarle insieme al resto dell’ortaggio. Nel caso della zucca ad esempio il 99% delle ricette che ne prevedono l’utilizzo possono essere fatte semplicemente senza sbucciarla. In altri casi invece possiamo considerare queste parti come un ingrediente a sé, ad esempio le foglie del cavolfiore possiamo prepararle come fossero bietole o cicorie.

 

Quali sono i principali benefici del ridurre al minimo gli sprechi?
I benefici di ridurre gli sprechi in cucina sono diversi e riguardano:
1) La nostra salute e benessere, perché ci permettono di mangiare meglio, senza eccessi e con un maggiore apporto di vitamine e fibre.
2) Per il portafoglio, non sprecare cibo ci può far risparmiare fino al 50% sulla spesa.
3) Per l’ambiente perché possiamo ridurre in modo importante il consumo di risorse naturali necessarie per produrre cibo, per smaltirlo quando diventa rifiuto così come le emissioni di gas serra prodotte dall’intera filiera alimentare.

 

La tua competenza va ben oltre la sfera alimentare: recentemente è uscito il tuo ultimo libro – Genitori green e bambini felici. Perché è così importante applicare la filosofia green anche alla genitorialità? Quali sono i vantaggi?
I benefici green sono in realtà la conseguenza di scelte che hanno come unico obiettivo il benessere e la salute dei nostri bambini. Non è quindi necessario essere ambientalisti per applicare la filosofia e le scelte proposte in questo libro, è sufficiente essere genitori “critici” che non danno nulla per scontato e che hanno il coraggio di mettere in discussione il “si è sempre fatto così”. I benefici di questo spirito critico sono davvero importanti e si possono tradurre in un risparmio economico, di impatto ambiente e emissioni di CO2 superiore all’80%. Oltre a tutti i benefici più difficili da misurare relativi al benessere della famiglia.

 

Un genitore, o neo genitore, deve affrontare tantissime sfide quotidiane: da dove cominciare a vivere a impatto zero in modo semplice?
Quando arriva un bebè una cosa importante è avere bene chiari in mente i reali bisogni del bambino. Soprattutto nei primi mesi si tratta di bisogni molto semplici, quasi primordiali e sono essenzialmente quello di sentirsi amati, il contatto fisico con i genitori e il nutrimento naturale. Con ben chiari questi tre bisogni non avremo bisogno di pensarci troppo di fronte a decine e decine di prodotti spesso venduti come indispensabili ai neogenitori ma che in realtà non soddisfano nessuno di questi bisogni. Al contrario un accessorio davvero utile e green che consiglio a tutti e che soddisfa pienamente il bisogno di contatto è la fascia. Rispetto a culle autodondolanti e altri accessori per intrattenere il bebè la fascia è semplice da usare, economica e favorisce lo sviluppo e il benessere del bebè. Allo stesso modo è importante cercare di ridurre il più possibile l’uso di prodotti usa e getta e cucinare il più possibile a casa con le proprie mani in modo che l’esperienza a tavola sia un momento conviviale educativo e un’esperienza positiva per la crescita del bambino.

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