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Il Milione con Marco Paolini al Teatro Romano

5 Maggio 2012
Museo Archeologico del Teatro Romano

Ad inaugurare la sezione prosa dell’Estate Teatrale Veronese Marco Paolini. Dal 5 al 7 luglio dedica a Verona Il Milione, in una versione più stringata rispetto a quella trasmessa in diretta televisiva dall’Arsenale di Venezia nel ’98.

 

Sarà un Quaderno veneziano d’autore ad inaugurare giovedì 5 luglio (alle 21.15) al Teatro Romano, la sezione prosa dell’Estate Teatrale Veronese. A sfogliarne idealmente le pagine e a narrarle al pubblico un artista veneto d’indubbia capacità affabulatoria: Marco Paolini. Per l’occasione, l’attore-scrittore-regista bellunese ha voluto ripescare dal suo passato Il Milione, spettacolo che, dopo il debutto del ’97, ebbe tale successo da essere trasmesso in diretta televisiva, l’anno dopo su Rai2, ma che da molto tempo non veniva più rappresentato anche se è rimasto a lungo nella memoria degli spettatori.

Perché questa ripresa? «L’anno scorso – spiega Paolini – mi è venuta una gran voglia di riproporlo, ma solo per Venezia, nei campi, per far festa alla città e ai suoi abitanti che ricordavano ancora di quando l’avevo allestito, nel ’98, all’Arsenale. Questo è un titolo che ho ancora in repertorio ma che non mettevo in scena da tempo proprio perché cerco di non abusare del repertorio altrimenti si smette di realizzare produzioni nuove. Rifarlo è stato bellissimo per me, una vera emozione. Così, ho deciso di ripeterlo adesso, in esclusiva per Verona e per l’Estate Teatrale, sperando che ottenga anche qui una calorosa accoglienza».

L’allestimento, di cui sono previste altre due recite (6 e 7 luglio sempre alle 21.15), si discosta un po’ dall’originale puntando su una formula più stringata, più sobria. È lo stesso Paolini a sottolinearne le differenze.

«Il Milione, quaderno veneziano (come recita il sottotitolo) di allora – puntualizza Paolini – prevedeva la presenza di un’orchestra, mentre al Teatro Romano sarò da solo. Allora c’era una grande scenografia con tutta una serie di elementi. Qui, invece vi saranno solo due piccoli oggetti scenici. Resta la narrazione come fatto basilare, un canovaccio attorno al quale si sviluppa il racconto. Nel tempo, Il Milione ha subito vari accumuli testuali. Del materiale che ho a disposizione per circa tre ore di rappresentazione ho scelto solo una parte. Così, quello che si vedrà a Verona è uno spettacolo più asciutto, un distillato dell’originale, ferma restando la ricognizione nel mondo veneziano».

Una ricognizione che, tuttavia, resta fedele a se stessa, non sono stati aggiunti elementi nuovi che attingano alla realtà di oggi.

«Sono molto affezionato al Milione – continua Paolini – e non ho mai avuto la tentazione di aggiornarlo. Il testo, del resto, non ha bisogno di attualità per stare in piedi semplicemente perché è il ritratto di una città. Semmai c’è la ricerca di un ritratto che possa durare un po’ di più nel tempo. Per questo sono state tolte le parti che possono avere qualche riferimento alla prima rappresentazione. Ciò che è rimasto dell’allestimento originale, dunque, è il segno di una città, è la sua geografia. È curioso: io che di solito sono chiamato a raccontare la storia, questa volta racconto la geografia. Dietro di me, sul palcoscenico, c’è una carta di Venezia disegnata sullo stile di Vincenzo Maria Coronelli (francescano veneziano, cartografo ed enciclopedista, vissuto tra metà Seicento e i primi del Settecento, ndr), sul modello delle mappe cinquecentesche. La mia, però, è una mappa immaginaria, che contiene anche una parte delle parole che dico».

Venezia, protagonista unica, dunque; una città che rivive in tutti i suoi aspetti più connotativi, nelle sue calli, nei campielli, nella laguna, nelle barche in secca per una marea più bassa del normale. È una città che è tratteggiata attraverso i suoi personaggi – Marco Polo, in primis – e che chiama in causa i suoi dintorni, Mestre, Murano, Marghera sconfinando nel Nord Est delle tangenziali e dei centri commerciali ma che abbraccia, nel contempo, anche orizzonti più lontani, arrivando sino in Cina.

Ma chi è il narratore? È Campagne/Paolini, una via di mezzo tra Rustichello da Pisa e Marco Polo, che svelerà ogni lato più recondito di un luogo unico al mondo, sviscerato senza concessioni agli aspetti più scontati, da cartolina. Ma da dove arriva quel nome, Campagne?

«Un tempo – chiarisce Paolini – chi abitava alla Giudecca la considerava il centro del mondo e Venezia soltanto un corollario. Tutto il resto era …campagne. Sotto Rovigo abitavano i “terroni”, allora chiamati “i Napoli” con una sorta di razzismo inoffensivo tipico di tutti gli isolani, che sono piuttosto presuntuosi. E nemmeno Venezia fa eccezione. C’è persino una battuta dello spettacolo al riguardo…».

Con Il Milione non si esaurisce però la presenza di Paolini al Teatro Romano perché è prevista anche una sorpresa del tutto diversa: la recitazione di alcuni dei 154 Sonetti di Shakespeare rivisitati in veneziano da Isabella Panfido.

«L’autrice ne ha tradotti una sessantina – conclude l’attore veneto – i più famosi e quelli che le piacevano di più. Io ne reciterò un po’, cambiandoli magari ogni sera così potrò mettermi alla prova e anche divertirmi. Questa sarà una proposta separata. E un modo un po’ più rarefatto per uscire dalla farsa».

I Sonetti in versione dialettale sono un omaggio e una sorta di “premessa” al Festival shakespeariano che si aprirà il 12 luglio con, in prima nazionale, Tutto Shakespeare in 90 minuti di Adam Long con la coppia Zuzzurro e Gaspare e il giovane comico Maurizio Lombardi. Il Festival proseguirà con La tempesta (dal 18 al 21 luglio), regia di Valerio Binasco, anche interprete di Prospero, e si chiuderà con Re Lear (dall’1 al 4 agosto) con Michele Placido protagonista e regista (assieme a Francesco Manetti).

 

un momento dello spettacolo foto Antonella Anti 

 

 

 Il Calendario

Tutto Shakespeare in 90 minuti

di Adam Long – prima nazionale
12 – 13 – 14 luglio, ore 21.15

La tempesta

di William Shakespeare, con Valerio Binasco e Popular Shakespeare Kompany – prima nazionale
18 – 19 – 20 – 21 luglio, ore 21.15

Re Lear

di William Shakespeare, con Michele Placido, regia Michele Placido – prima nazionale
1 – 2 – 3 – 4 agosto, ore 21.15

 

Visita la pagina facebook dell’Estate Teatrale Veronese cliccando qui

 

 

 

045 8000360

Rigaste Redentore, 2,
37129 Verona

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