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Merlara, denominazione in crescita

1 Febbraio 2017

Merlara, denominazione in crescita

Bianco, rosso o bollicine? La risposta è sempre e comunque una: Merlara, la giovane denominazione interprovinciale, riconosciuta nel 2000, e comprendente l’intero territorio amministrativo dei comuni di Masi, Castelbaldo, Merlara, Urbana e Casale di Scodosia in provincia di Padova, Terrazzo, Bevilacqua e Boschi S. Anna in provincia di Verona ed in parte il territorio del comune di Montagnana, sempre a Padova.

La doc, che vanta una tradizione risalente al ‘500, è oggi una tra le aree produttive venete con maggior fermento.

Qui nell’ultimo anno la superficie viticola dei soci è sensibilmente aumentata con un ritmo tra i più alti del Veneto grazie alle continue richieste di ristrutturazione e di nuovi impianti, mentre negli ultimi 15 anni (fonte Avepa) la superficie vitata è passata dai 250 ettari iniziali agli attuali 628.

Sedici le varietà coltivate: tra queste Marzemino e Malvasia si confermano i vitigni storici. In parallelo crescono gli ettari coltivati a Glera, che salgono oggi a 247, e quelli coltivati a Pinot Grigio, attualmente 157. Tra i comuni che appartengono alla zona di produzione spicca quello di Merlara che detiene oggi 258 ettari, mentre in provincia di Verona si distingue Terrazzo con 84 ettari.

«Quando si lavora per la promozione delle eccellenze territoriali – sottolinea Luigino De Togni, presidente del Consorzio Merlara Doc – è indispensabile fare gioco di squadra e collaborare in vista di comuni obiettivi. Fin da subito abbiamo perseguito scelte condivise, consapevoli che la vera competizione non è all’ombra dei nostri campanili ma nell’arena globale. Numeri e qualità sono dalla nostra parte. Si tratta adesso di far fruttare questi talenti».

Qui esperienza ed innovazione vanno di pari passo. In risposta alla competizione globale che richiede qualità dei vini e crescente continuità produttiva, oggi in quest’area convivono aziende storiche e nuove realtà produttive, spesso frutto di felici intuizioni sul piano dell’aggregazione, come nel caso della Collis Veneto Wine Group, il consorzio fondato nel 2008 dalle cantine cooperative di Colli Berici e Colognola ai Colli, con quasi 3000 aziende agricole associate e 6500 ettari coltivati a vigneto.

Attualmente il Gruppo Collis, con i suoi 5 stabilimenti produttivi, è attivo su 3 provincie: Verona (Colognola ai Colli e San Bonifacio), Vicenza (Lonigo e Barbarano Vicentino), Padova (Merlara).

La produzione media è di 120.000 tonnellate di uve, da cui vengono prodotti 90-95 milioni di litri di vino, 70 % bianchi e 30% rossi. La commercializzazione dei prodotti avviene per oltre il 40% attraverso le proprie partecipate Riondo, Cielo e Terra e Sartori; il 10% viene venduto attraverso la rete di punti vendita diretti, mentre il restante 50% viene destinato ad imbottigliatori e spumantisti italiani ed esteri.

 

 

 

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