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Michil Costa, albergatore-filosofo, racconta il suo Fu-Turismo

27 Febbraio 2024

Dolomiti, cultura ladina, ospitalità attenta all’ambiente e all’umano: gli ingredienti del turismo etico dell’eccentrico proprietario dell’Hotel La Perla a Corvara.

di Agnese Ceschi

 

La montagna, le Dolomiti sono la sua casa. Michil Costa è un albergatore altoatesino sui generis, un albergatore “filosofo”, strenuo sostenitore della bellezza della montagna, del valore delle tradizioni ladine e dell’importanza di un turismo responsabile. Lui, assieme alla famiglia, gestisce l’Hotel La Perla di Corvara (oltre al Berghotel Ladinia e l’Albergo Posta Marcucci a Siena) un luogo incantevole dove l’essere umano è al centro. Abbiamo chiacchierato con Michil del suo interessante libro “FuTurismo”, dove spiega cosa significa fare turismo avendo a mente il Bene Comune, e del destino delle Dolomiti.

 

Perché Fu-Turismo?
I tempi cambiano, le stagioni passano, oggi ci troviamo di fronte ad un bivio e dobbiamo compiere una scelta di campo netta contro la monocultura del turismo. Oggi l’estrema ottimizzazione delle strutture ha portato all’industrializzazione del settore turistico, tanto che più di qualcuno, anche tra gli operatori, avverte l’esigenza di dare un senso più profondo a questo mestiere.

 

Puntiamo su un’industria turistica, oppure aspiriamo a un’accoglienza d’eccellenza che si fondi su valori più profondi quali solidarietà, il bene comune, la sostenibilità ambientale, l’umanità? Chi è l’ospite?
In tempi antichi, specialmente nella cultura ellenistica, vigeva il concetto di ospitalità prima ancora di sapere chi fosse il forestiero che aveva bussato alla propria porta. Oggi l’ospite dietro quella porta vuole trascorrere tempo prezioso, poco importa se arriva su un jet o su un barcone. È grazie alla condivisione di valori che il forestiero non è mai uno straniero, il lavoratore si sentirà accolto e io, albergatore, essere umano tra gli esseri umani.

 

Come possiamo immaginare di gestire i flussi turistici nel nostro Bel Paese?
Penso che l’Italia sia uno dei Paesi più belli al mondo, ma se vogliamo fare le cose fatte bene, dovremmo contingentare gli accessi e chiedere ai turisti di prenotarsi. In Italia si parla ancora troppo poco di turismo e di come si può fare turismo in modo consapevole e regolato.

 

Nel Suo libro parla anche di Senso del bene comune. I vostri hotel vengono gestiti seguendo l’Economia del Bene Comune. Cosa significa?
Periodicamente stiliamo il bilancio dell’economia del bene comune, aiuta a riflettere su dignità dell’uomo, trasparenza e condivisione delle decisioni, sostenibilità ambientale all’interno delle nostre strutture. I nostri stessi collaboratori partecipano alle decisioni in modo diretto. Questo perché pensiamo che sia il momento di cambiare mentalità e ritrovare il senso di etica, lentezza, valori, umanità. La bruttezza contagia, ma anche la bellezza.

 

Quale futuro per le Dolomiti ed il turismo di montagna?
In generale nei luoghi a noi vicini e lontani, che siano mare, montagna o collina, stiamo assistendo ad una follia generalizzata nel commercio del turismo. Appare sempre più chiara la direzione dell’industria turistica: svincolata dall’ambiente e volta a trasformare ogni cosa in un “non luogo”. Ed in questo contesto il turista-consumatore è la caccia preferita dello squalo predatore. E come era facile immaginare, l’avvicinarsi dell’evento olimpico porta con sé un bagaglio di orrori grandi e piccoli nelle Dolomiti. E davvero c’è da vergognarsi e da rimanere basiti di fronte a manifestazioni totalmente estranee all’ambiente montano, che offuscano l’animo.

 

L’Alta Badia ed il recupero della cultura ladina: qual è il suo approccio?
La cultura ladina è la nostra essenza. E tuttavia la nostra cultura non è perfettamente al sicuro perché siamo pur sempre una minoranza. Il rischio di perdere la nostra identità è molto alto, spinti dall’essere come il turista ci vorrebbe, anziché per come siamo veramente. Qui nella nostra Val Badia i giovani comunicano in ladino, sia scritto che orale. E anche noi qui nelle nostre Case (Hotel La Perla e Berghotel Ladinia) cerchiamo di comunicare agli ospiti, almeno con qualche parola, nella nostra lingua ladina. Ruolo importante hanno anche i nostri Istituti della Cultura Ladina, sparsi nelle valli dolomitiche e che mantengono viva la nostra cultura. Credo che finché la lingua sarà parte della nostra quotidianità, rimarrà viva.

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