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Intervista al coreografo dei Momix, Moses Pendleton

19 Luglio 2016

Abbiamo intervistato al coreografo e danzatore Moses Pendleton. I ballerini illusionisti tornano al Teatro Romano di Verona con Momix Opus Cactus, dal 25 al 30 luglio e dall’ 1 al 6 agosto, ospiti dell’ Estate Teatrale Veronese.

 

Moses Pendleton, “Il segreto dei Momix? l’effetto sorpresa”

Non ci sono dubbi: Moses Pendleton è uno dei coreografi americani più innovativi e rappresentativi degli ultimi 40 anni. Chi ha potuto assitere agli spettacoli realizzati per i Momix, compagnia di ballerini illusionisti fondata negli anni ottanta, non può che essere d’accordo. Ma Pendleton non è solo questo: la forza mistica e spirituale che emanano le sue coreografie (“Alchimia”, “Botanica”, “Lunar Sea”, “Passion”) è la stessa delle sue parole. Il suo carisma è innegabile, come coreografo ma anche appassionato fotografo, tanto che ha già realizzato numerose mostre in giro per il mondo. I suoi Momix arrivano a Verona, città a cui sono ormai affezionati, con Opus Cactus, a 15 anni dalla prima europea proprio al teatro in riva all’Adige. Ne abbiamo parlato al telefono, da New York, con il coreografo nato nel Vermont nel 1949.

 

Come è nata l’idea di questo spettacolo?

Da una mia esperienza in un giardino botanico dove sono rimasto affascinato da cactus giganti che mi hanno dato l’idea per lo spettacolo. Da lì ho voluto esplorare la flora e la fauna del pesaggio desertico del sud ovest degli Stati Uniti: cactus, lucertole, scorpioni, serpenti. Dall’ originaria coreografia di 20 minuti che avevo creato nel 2001 per il Balletto dell’Arizona, il progetto si è poi evoluto in un spettacolo completo per i Momix, corredato da musiche degli aborigeni e arabeggianti, tipiche dei deserti. Il paesaggio con cui sono entrato a contratto e che racconto in “Opus Cactus” è naturalistico, ma non naturale per me, essendo io nato e cresciuto nel veder Vermont. Forse per questo il deserto, con la forza mistica dei cactus, mi ha profondamente affascinato tanto tanto da renderlo protagonista di un intero spettacolo.

 

Quali sono le caratteristiche di questo show?

Opus Cactus è un Momix show in tutti i sensi, non potrebbe essere altrimenti: fisico, visuale, magico, basato su effetti speciali e costumi che creano stupore nel pubblico.

 

Qual è l’ingrediente per avere tanto successo tra il pubblico di tutto il mondo?

Il segreto dei Momix? l’effetto sorpresa. Non sai mai cosa arriverà dopo. Il Momix show è un viaggio magico. In modo particolare io penso che il pubblico italiano abbia dimostrato di apprezzare molto i Momix, perché ama la fisicita dei movimenti e della danza. I nostri spettacoli sono le celebrazione del corpo umano, unita alla forza evocativa e immaginativa di luci, suomi e immagini.

 

Quest’anno al Teatro Romano ci sarpa un tributo a Shakespeare in occasione dell’anniversario…

E anche noi renderemo omaggio al Bardo. Sarà un passo a due, quasi sicuramente. Magari un Romeo e Giulietta su musiche di compositori che hanno fatto la storia. Ma non voglio svelare di più, altrmenti rovino l’effetto sorpresa. In fondo, gli spettatori si aspettano questo dei Momix: perché deluderli?

Agnese Ceschi

 

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