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Palazzo Scaligero conclusi i lavori di restauro

2 Ottobre 2014
Teatro Filippini

Palazzo Scaligero – conclusi i lavori di restauro

Ripristinati i merli su piazza Signori e i dipinti del veronese Altichiero  

 

Oggi, in Sala Rossa al Palazzo Scaligero, l’assessore al Patrimonio Stefano Marcolini ha presentato gli interventi di manutenzione, messa a norma e restauro del Palazzo Scaligero, resosi necessari per l’adeguamento normativo dell’immobile.

 

Erano presenti: architetto Giuseppe Cruciani Fabozzi, rappresentante del team di progettazione e direzione lavori; architetto Sara Marrani, direttore operativo opere architettoniche del gruppo di progettazione e direzione lavori; ingegner Andrea Perrotta, direttore tecnico di cantiere per l’impresa esecutrice Im.cos S.p.A; ingegner Riccardo Castegini, dirigente provinciale coordinatore d’area; architetto Daniela Tacconi, responsabile provinciale del procedimento.

 

Hanno partecipato inoltre: ingegner Riccardo Papi, direttore operativo opere strutturali; architetto Giorgio Forti, direttore operativo opere di restauro.

 

I lavori, iniziati il 3 ottobre 2011, avevano come obiettivo specifico il restauro e la manutenzione straordinaria del Palazzo Scaligero, soprattutto nel corpo dove ha sede la Prefettura. Grazie all’intervento è stata ripristinata la merlatura sul fronte di piazza dei Signori ed è stato riportato alla luce e restaurato l’affresco attribuito al pittore veronese Altichiero da Zevio, rinvenuto nel sottotetto del Palazzo della Prefettura (Loggia di Cansignorio). 

L’intervento ha avuto un costo complessivo di circa tre milioni di euro. Per proteggere i dipinti, che appartengono ad un ciclo pittorico già menzionato dal Vasari nel 1.500, la zona è stata opportunamente isolata mediante la posa di materassini in lana di vetro. Prima del restauro, gli affreschi non erano raggiungibili e solo parzialmente visibili, per cui è stato necessario allestire un sistema di illuminazione a led ed è stata realizzata una passerella metallica per garantirne l’accesso. Il recupero degli affreschi è stato effettuato sul principio del minimo intervento che privilegia, fra le diverse alternative, quella che altera il meno possibile le caratteristiche e la consistenza della materia originale.

 

Il restauro dei dipinti murali ha reso nota l’esistenza di strati pittorici sottostanti risalenti ad un periodo compreso tra il XIV e la fine del XIX secolo. Grazie a questa scoperta è stato possibile approfondire la conoscenza delle trasformazioni subite dalla Loggia di Cansignorio nel corso del tempo. L’intervento ha riportato alla luce fra le lunette delle finestre del sottotetto un medaglione con figura di profilo raffigurante un Imperatore. Si presume che alle medaglie con i ritratti dei Cesari ne seguissero altre con i volti dei monarchi che regnarono su Verona dopo l’Impero Romano. Era, infatti, nella volontà degli Scaligeri quella di legittimare il dominio sulla città affermando una continuità fra la loro dinastia e i grandi re del passato. Il dipinto rinvenuto mostra molta affinità con quelli strappati durante la “campagna degli stacchi” effettuata nel 1997 per la Sovrintendenza ai Monumenti di Verona, conservati oggi al Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle.  

 

 

Le merlature – per la maggior parte deformate, fuori piombo e particolarmente vulnerabili in caso di sisma– sono state consolidate grazie all’inserimento di barre di armatura in acciaio inox. Sono poi state ricostruite con malta di calce opportunamente tonalizzata in modo da riprodurre il colore originario. Tenendo conto dell’interesse culturale del Palazzo, l’intervento si è mosso in un’ottica di “riqualificazione conservativa” del monumento, salvaguardandone, ovunque possibile, i caratteri tipologici, costruttivi e formali, escludendo, quindi, provvedimenti invasivi.

 

È stata inoltre effettuata la riparazione dei tetti in grave stato di deperimento con relativa sostituzione dei lucernari. Si è proceduto con l’adeguamento del sistema di raccolta e deflusso delle acque meteoriche ed è stata eseguita la posa di dissuasori antivolatili. Il progetto, grazie agli interventi strutturali effettuati, ha portato ad un generale miglioramento sismico dell’edificio. A causa della limitatezza delle somme in bilancio, l’Amministrazione ha potuto finanziare solamente le opere prioritarie dal punto di vista della sicurezza.

I lavori sono stati compiuti in tre tranches al fine di non interrompere l’attività degli uffici del Palazzo. La prima ha riguardato il Palazzo della Prefettura, la seconda il suo cortile interno e la terza, mirata agli interventi necessari all’ottenimento del CPI, l’intero complesso.

 

Cenni storici

Il Palazzo Scaligero, dal 1871 proprietà della Provincia di Verona, venne eretto all’inizio del XIV  come residenza degli Scaligeri. Col tempo il complesso edilizio si è allargato occupando un intero isolato tra piazza dei Signori, corso Santa Anastasia, vicolo Cavalletto e via S. Maria Antica, subendo numerosi rimaneggiamenti con modalità e fasi spesso di difficile ricostruzione. Divenuto sede dei Podestà veneziani, il Palazzo subì molteplici trasformazioni: dalla chiusura nel 1419 dell’Atrio delle Colonne inglobato nella Lodia Nova o dei Rettori – declassando così l’ingresso da via S. Maria Antica e creando quello sulla piazza – ai lavori susseguenti l’incendio del 1475. Venne, inoltre, rinnovata la facies medievale della reggia scaligera e sotto il Podestà Contarini furono inserite due finestre tardogotiche nel fronte su via S. Maria Antica. L’occupazione francese nel 1796, le cui artiglierie demolirono parte dei merli, e i vandalismi delle Pasque Veronesi contribuirono al degrado del  palazzo. Oramai fatiscente, fu, infatti, sottoposto nel 1810 a una radicale ristrutturazione. Gli ambienti interni vennero organizzati su tre piani causando la perdita di decori parietali e soffitti lignei di pregio. La facciata sulla piazza fu stravolta con il tamponamento della Loggia dei Rettori e l’intonacatura di tutta la cortina. Vennero inserite tre fasce di finestre rettangolari in corrispondenza dei piani e l’imposta dei merli furono camuffate da grondaie. La facciata rimase tale nel periodo austriaco (1814-1865) e fu solo dopo il passaggio del Palazzo alla Provincia, risalente al 1871, che furono avviati i primi restauri. In seguito alla stonacatura (1885) del fronte su Piazza dei Signori venne approvato un progetto che, lasciando a vista le tracce delle varie epoche, intendeva coronare la cortina con un cornicione di foggia simile al portale sammicheliano. Il Palazzo è stato riportato al medioevale aspetto grazie ad un meticoloso restauro effettuato nei primi decenni del secolo scorso da Antonio Avena in vista del VI centenario della morte di Cangrande, avvenuta nel 1929.

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