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Pasqua, la festa più solenne del Cristianesimo

27 Febbraio 2024

Il termine significa “passaggio” e indica all’uomo la strada per raggiungere la verità e la salvezza eterna

 

La Pasqua, o Domenica della Resurrezione, è la festa più solenne della religione cristiana, commemora la resurrezione di Gesù dai morti descritta nel Nuovo Testamento come evento avvenuto il terzo giorno della sua sepoltura, attorno al 30 d.C. Ha tuttavia radici nella Pasqua ebraica, la Pesach, e indica all’uomo la strada per raggiungere la verità e la salvezza eterna.

La parola Pasqua deriva dal greco pascha, a sua volta dall’aramaico pasah e significa letteralmente “passare oltre”, “passaggio”. E se gli Ebrei si riferiscono al passaggio, attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù d’Egitto alla liberazione, per i Cristiani la festa evoca il passaggio dalla morte alla vita del Nazareno. Motivo per cui la croce è il simbolo per eccellenza della Pasqua Cristiana.

Le radici. «Presso gli Ebrei la Pasqua era in origine legata all’attività agricola ed era la festa della raccolta dei primissimi frutti della campagna, a cominciare dal frumento. In seguito, diventa la celebrazione annuale della liberazione degli Ebrei dalla schiavitù, significato che si aggiunse all’altro, in ricordo della fuga dall’Egitto, e del fatto che con il sangue degli agnelli si fossero dipinti gli stipiti delle porte affinché l’angelo sterminatore passando da quelle case, risparmiasse i primogeniti.

Ancora oggi, la cena pasquale presso gli Ebrei si svolge secondo un preciso ordine detto Seder. Ci si nutre di cibi amari per ricordare l’amarezza della schiavitù egiziana e lo stupore della libertà ritrovata. Per celebrare la Pasqua gli israeliti al tempo di Gesù ogni anno si recavano a Gerusalemme, come lo stesso Salvatore. La cui morte avvenne, infatti, in occasione della pasqua ebraica. Per i Cristiani è l’agnello pasquale che risparmia dalla morte, il pane nuovo che rende nuovi» (fonte: Famiglia Cristiana).

Il fatto che la ricorrenza cada in date ogni anno diverse è legato ai cicli lunari. La festa coincide infatti con la domenica successiva al primo plenilunio di primavera, che determina anche la Quaresima (i 40 giorni che la precedono) e la Pentecoste (i successivi 50), con cui si evoca la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli.

Curiosità. La tradizione di consumare l’agnello per Pasqua deriva sempre da un’usanza ebraica, in quanto fa riferimento a quando Dio annunciò al popolo di Israele che Egli lo avrebbe liberato dalla schiavitù in Egitto dicendo: “In questa notte io passerò attraverso l’Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame”. Ordinando al popolo d’Israele di marcare le loro porte con del sangue d’agnello in modo che lui fosse in grado riconoscere chi colpire col suo castigo e chi no. Inoltre in passato esisteva un comandamento riguardo la Pasqua ebraica che diceva di fare l’offerta dell’agnello il giorno 14 del mese ebraico di Nisan e di consumare quella stessa notte il sacrificio di Pesach. Con il Cristianesimo, il simbolo dell’agnello immolato per la salvezza di tutti diventa Cristo stesso e il suo sacrificio ha valore di redenzione.

La celebrazione della Veglia pasquale comprende la Liturgia della luce, che inizia con la preparazione e accensione del cero pasquale, e prosegue con la processione con cui la “luce di Cristo” è introdotta nella chiesa buia ovvero il solenne annunzio pasquale; la Liturgia della Parola, La Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, rito che si svolge nella notte per ricordare l’oscurità in cui, senza Cristo, l’umanità è immersa.

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