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Sandrina Bandera VERMEER E L’ITALIA: IL PERCORSO DELL’ARTISTA E LE SUE AFFINITÀ CON LA TRADIZIONE ITALIANA

27 Febbraio 2013

Mercoledì 27 febbraio, alle ore 17,30, si è tenuto  il sesto incontro del ciclo di conferenze promosse dal Comune di Verona, Cultura, Direzione Musei d’Arte e Monumenti e dall’Università degli Studi di Verona, Facoltà di Lettere, Corso di Laurea in Beni Culturali. L’iniziativa si avvale del supporto del Centro Iniziative Educazione Artistica e della collaborazione degli Amici di Castelvecchio e dei Civici Musei d’Arte di Verona.

 

Il programma, particolarmente ricco, propone l’intervento di specialisti legati a diverse istituzioni nell’ambito della conservazione e della valorizzazione dei beni culturali su varie tematiche di storia e critica d’arte, di museologia e su importanti mostre del 2012-2013. Si consolida così ulteriormente il rapporto con l’Università di Verona e in particolare con gli studenti che frequentano numerosi gli appuntamenti annuali.

 

Il sesto incontro accoglie la lezione di Sandrina Bandera, Soprintendente per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Milano, sul tema Vermeer e l’Italia: il percorso dell’artista e le sue affinità con la tradizione italiana.

 

La pittura di Johannes Vermeer (1632-1675), apparentemente priva di cambiamenti o influenze, segue in realtà uno sviluppo culturale e un itinerario poetico che da un lato è l’espressione di una crescita personale, dall’altro va riferito al particolare contesto storico, sociale e artistico in cui egli visse. Per quanto lontana, la cultura italiana non gli fu estranea. Nella conferenza si vuole approfondire quanto essa può aver influenzato l’artista che, sembra, non compì viaggi in Italia, restando apparentemente estraneo a quanto avveniva nelle città italiane e in particolare a Roma, punto di riferimento tradizionale per gli artisti stranieri.

Nell’imitazione del vero – raggiunta probabilmente anche con strumenti ottici raffinati, come la camera oscura – con la sua pittura, Vermeer seppe scoprire il grande valore dell’universalità dell’arte italiana e accademica. Tanto più egli si allontanò dalle iconografie derivate dalla tradizione barocca e italianeggiante, quasi per assurdo, diversamente dagli altri pittori olandesi contemporanei, egli riuscì a raggiungere le vette dell’universalità.

 

Fotoservizio Antonella Anti

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