cerca

News

Santa Lucia, tra storia e tradizione

7 Dicembre 2023

di Giorgia Castagna

Sta per tornare la notte più magica dell’anno per tutti i bambini veronesi e non solo. La sera tra il 12 e il 13 dicembre infatti, ritornerà, come ogni anno sul suo fido destriero, un asinello, lei: Santa Lucia. Le raccomandazioni quindi saranno come sempre: “fate i bravi e tutti a letto presto! E la mattina giochi e dolcetti non mancheranno”. Una ricorrenza questa che va cercata nel passato ma scopriamo quali sono le radici di questa festa diventata veronese a tutti gli effetti.
Santa Lucia ha infatti un legame molto stretto con Verona dove si narra che attorno al XIII secolo, i bambini veronesi furono travolti da una grave e incurabile pandemia di “male agli occhi” che porto i genitori a chiedere “aiuto” alla santa siciliana: Santa Lucia. Andarono quindi in pellegrinaggio con i piccoli alla chiesa di Sant’Agnese (attuale palazzo del Comune) al tempo dedicata proprio alla Santa. Per convincere però i bambini ad uscire e seguire la processione, in quel freddo dicembre i genitori promisero che al loro ritorno non sarebbe mancata una sorpresa. E così al loro rientro dalla chiesa con grande stupore e meraviglia i bambini trovarono dolci e balocchi. Arriviamo ora ai nostri tempi e capiamo quindi perché Piazza Bra’ ancora oggi è un vero e proprio simbolo di questa tradizione che durò fino a fine Ottocento e dove oggi ritroviamo i consueti banchetti di Santa Lussia.
Quando? I banchetti arriveranno in piazza Bra’ e nelle vie limitrofe dal 10 al 13 dicembre 2023. Qui i visitatori potranno trovare un’ampia scelta di dolciumi, ghiottonerie e non solo. Il centro città si riempirà di stand e bancarelle dove si potranno comprare regali di ogni tipo, dai prodotti di artigianato alle specialità gastronomiche.

 

L’EPIFANIA CHE TUTTE LE FESTE PORTA VIA
A chiudere il capitolo delle tradizioni veronesi ci pensa il “Brusa la Vecia” il tipico falò che da decenni si svolge nella centralissima piazza Bra’ nel giorno dell’Epifania. La vecia, un fantoccio bruciato per allontanare la cattiva stagione e pregare l’avvento della primavera e della rinascita delle attività agricole si brucia in realtà in tutta la provincia di Verona e del Veneto dove ogni comunità organizza il proprio nella piazza centrale. In particolare, nella regione veneta si guarda il falò, che si svolge appunto il giorno dell’Epifania o nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, con molta curiosità perché il vento che muove e allontana il fumo del falò è prezioso presagio del nuovo anno: infatti, il vento proveniente da sud-ovest annuncerebbe la pioggia (e quindi fertiilità e prosperità), mentre quello proveniente da nord-est porterebbe tempo asciutto, e dunque terre aride e raccolti scarsi. Il fantoccio non brucia solamente nella città scaligera. Nel Friuli Venezia Giulia questa tradizione diventa pignarûl o cabossa nella zona della bassa friulana mentre nel Veneto Orientale questa tradizione prende il nome di foghèra o casèra. A Pordenone, Treviso e Venezia si chiama panevin o panaìn: pane e vino, un augurio per un anno ricco. In Emilia Romagna diventa Fasagna e a Bologna e Modena si festeggia il falò del vecchione, ed in fine sul Lago Maggiore il rito diventa se brüsa ul vécc. Non resta quindi ai veronesi e ai tanti turisti in città per le vacanze natalizie, che attendere per l’anno nuovo (salvo restrizioni dell’ultima ora) questo suggestivo rito che dovrebbe svolgersi la sera del sei gennaio in una affollatissima piazza Bra’.

Gli eventi consigliati

Scopri tutti gli eventi

il calendario

Programmi per il prossimo weekend?

Programmi per il prossimo weekend?

la newsletter

Rimani aggiornato
Ricevi tutte le novità Carnet Verona, concerti, spettacoli, eventi, manifestazioni...