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Tavolo dei Presidenti delle Province di Veneto, Piemonte e Lombardia

23 Luglio 2012
Via Maiella 12, Verona

Tavolo dei Presidenti delle Province di Veneto, Piemonte e Lombardia

All’ordine del giorno la riforma del Governo.

Discussione di un documento condiviso da presentare a: Monti, Upi Nazionale, Parlamentari

 

Oggi, in Loggia Fra Giocondo al Palazzo Scaligero – via Santa Maria Antica 1, Verona -si sono riuniti nel Palazzo della Provincia di Verona tutti i presidenti delle Province del Veneto, del Piemonte e della Lombardia per discutere della riforma appena approvata dal Governo, per analizzare quanto i tagli lineari in corso penalizzeranno i servizi al territorio e soprattutto per porre con forza “la questione settentrionale”.

 

Erano presenti, ospiti del presidente della Provincia di Verona, Giovanni Miozzi anche i presidenti di: UPI Veneto Leonardo Muraro; UPI Piemonte Massimo Nobili; UPI Lombardia Massimo Sertori, oltre ai 23 Presidenti delle tre regioni.

 

Obiettivo dell’incontro: arrivare a un documento unitario, condiviso trasversalmente da tutti i presidenti di Provincia, contenente proposte, azioni d’interventi diretto da portare avanti nei prossimi mesi comeposizione dei 3UPI regionali . 

 

Tra le dichiarazioni rilasciate il presidente dell’UPI Veneto, Muraro ha sottolineatol’importanza del fatto che: “Oggi, per la prima volta i territori provinciali del Nord (Veneto, Lombardia e Piemonte) si sono riuniti ad un tavolo unico per discutere le istanze del nord da presentare al Governo. Queste tre Regioni, insieme, rappresentano interessi e numeri importanti che vanno ad influire a livello nazionale. Parlando di PIL rappresentiamo il 38,2  % del valore nazionale, il 32% della popolazione italiana vive nelle tre Regioni, infine le nostre esportazioni sono pari al 51% di quelle nazionali. Riteniamo che questi territori debbano essere non solo 

rappresentanti ma anche tutelati di fronte alle prossime azioni che intraprenderà il Governo, inserite nella spending review. Due, a mio avviso, i punti determinanti: la richiesta del mantenimento dell’elezione diretta degli organi amministrativi degli enti di area vasta che resteranno  e la definizione di competenze certe e tributi propri. Oggi a Verona abbiamo discusso quali le azioni possibili da intraprendere come segnale  ‘eclatante’: innanzittutto, lo sfratto di quegli Enti statali in affitto dalle Province che in base alla spending review non verseranno più l’affitto. Ma altre sono le proposte fatte dai presidenti che hanno fatto emergere tutto il malessere e le difficoltà di queste rappresentanze territorialidi fronte a certe scelte del Governo. Credo che questo sia solo l’inizio della sinergia fra enti del nord e auspico il coinvolgimento anche delle Regioni interessate. Perchè questa è una battaglia per la collettività!” 

 

 

fotoservizio Antonella Anti

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