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Uva e Vino nella cosmesi

3 Aprile 2024

di Georgia Passuello

 

Ritrovare luminosità, attenuare i segni del tempo, e nutrire la pelle. È il momento ideale per la “terapia del vino”. Una serie di trattamenti estetici ricchi dei principi attivi che derivano dall’uva. Già perché i cosmetici a base di questi principi attivi sono particolarmente efficaci contro l’invecchiamento cutaneo per le proprietà antiossidanti, rassodanti, anti-infiammatorie e protettive.

Una tradizione che si perde nella notte dei tempi perché erano già considerati ingredienti ideali per la cura della pelle sin dall’antico Egitto e addirittura già nel Medioevo avevano notato gli effetti di bagni e impacchi con i prodotti della lavorazione dell’acino.

La vinoterapia è nata inizialmente all’estero, in Francia dove alcune case cosmetiche decisero di studiare la linfa della vite. Oggi non serve più andare Oltralpe perché in Italia molte aziende vitivinicole hanno sviluppato la wine-terapy con peeling a base di zucchero e uva, massaggi, bendaggi e bagni nella tinozza.

Il vino in cosmesi rientra nella circular economy perché i prodotti “di scarto” diventano miniere di principi attivi. Basti pensare che il resveratrolo che viene estratto dalla buccia. Dunque si tratta di un approccio davvero green, all’insegna della sostenibilità.

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