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Verdi pascoli della Lessinia, silenzio e visioni mistiche: la Salette del Pastello

1 Gennaio 2013
Castelnuovo del Garda

Itinerari in provinciaPercorsi naturalistici e itinerari storico-artistici per trascorrere  piacevoli fine settimana in territorio veronese

di Camilla Madinelli

Un luogo ameno, immerso nel silenzio della montagna, da dove lo sguardo può vagare libero nell’infinito. Una meta originale per un mese in cui cominciare ad assaporare temperature miti che scaldano mente e cuore. Stiamo parlando della “Salette del Pastello”, un luogo alle pendici del monte che domina la Valpolicella, dedicato alla Madonna de La Salette, inaugurato e benedetto il 16 settembre 2006 in occasione del centosessantesimo anniversario di quell’apparizione avvenuta a sud est della Francia. Raggiungerlo vi costerà un po’ di fatica, ma ne varrà la pena.
Da Dolcè (115 metri d’altitudine) dovete imboccare il sentiero Cai numero 16: lasciate l’automobile in piazza Roma e, zaino in spalle, salite per via Castello; dopo circa 400 metri, all’incrocio con via Volta, trovate una stradina lastricata. È la vostra: potete notare a destra il segnavia bianco e rosso con il numero 16. Partite fiduciosi per raggiungere Molane (903 metri), una contrada dispersa tra verdi pascoli della Lessinia più occidentale. Dopo una ventina di minuti la stradina si fa sentiero, ma agevole, con ampi tornanti che risalgono il versante destro della Valdadige, in un fitto bosco di faggi, carpini e lecci; lungo il percorso notate i segni lasciati dai cinghiali in cerca di cibo o riparo.
Due le tappe obbligate in questa prima parte: anzitutto alla croce lignea che gli Alpini hanno voluto per chiedere “Non più guerre” in ricordo del 25 aprile 1945; e poi quella all’enorme masso dove, durante la Seconda Guerra Mondiale, la gente di Dolcè trovò riparo dai bombardamenti aerei. Prima di arrivare all’agreste luogo dedicato alla Madonna, ci sembra giusto ricordare le vittime della guerra, nella speranza di un mondo di pace. Qui la vista sulla Valdadige toglie il fiato. Guardatevi attorno e ristoratevi.
Dopo circa due ore di salita la stradina diventa sentiero, sale nel bosco e aggira la base del monte Pastello. Ancora un’oretta di fatica e sudore per vedere sbucare davanti a voi la dolce Lessinia e i prati e Molane, dove arriva anche il sentiero 20. Dalla contrada, con un ultimo strappo, fate attenzione a non seguire la strada ma tenete la destra, seguendo il cartello che vi indica, scritta a mano su un pezzo di legno, “La Salette del Pastello” (970 metri circa). Da queste parti è facile che possiate incontrare cavalli e altri animali a zonzo: fate attenzione.
Ancora un po’ di salita e ci siete. In uno slargo nel bosco vengono riportate le tre fasi dell’unica apparizione avvenuta a Le Salette il 19 settembre 1846, a due ragazzini che facevano i pastori: la Vergine piangente, del messaggio e della gloria. Completa il tutto la Via Crucis. Fate una pausa, rinvigorite corpo e spirito. Quindi rientrate a Dolcè per la stessa via dell’andata.

 

Dislivello: 900 metri circa
Tempo di percorrenza: 5 ore il giro completo, prendetevela comoda
Periodo consigliato: primavera e autunno; in estate, fate attenzione alle temperature.
Difficoltà: media, il dislivello richiede allenamento

37014 Castelnuovo del Garda (VR)

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