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Vino & beauty… Quanto è chic il massaggio all’Amarone

1 Gennaio 2013
Sala Lucchi

La vinoterapia

All’inzio fu  Mathilde Cathiard. Figlia dei proprietari dei vigneti Chateaux Smith Haut-Lafitt nella zona di Bordeaux in Francia, la donna è diventata la regina della vinoterapia quando, in collaborazione con alcuni esperti, pensò di utilizzare l’uva e i suoi derivati per la cura del corpo. L’amore tra vino e cosmesi scoccò immediatamente e dalla Francia si diffuse presto in Italia, nel Sud Tirol in special modo. Ma i benefici della vinoterapia erano già noti a Cleopatra e ai Romani. La Regina amava i massaggi di mosto. Pare, infatti, che i chicchi d’uva contengano un mix di polifenoli, oligoelementi e vitamine, efficaci per combattere l’invecchiamento, nonché gli alfaidrossiacidi dalle elevate proprietà esfolianti e schiarenti. Numerosi sono i prodotti cosmetici a base di vino in commercio.

I laboratori di Kalezia a Genova hanno realizzato una linea cosmetica chiamata “Altesino Cosmetici Montalcino”. Altesino è uno dei marchi storici del Brunello di Montalcino, il primo ad aver creato la grappa di Brunello nel 1977. Su ricetta esclusiva Cantina Ronchi, in collaborazione con aziende leader nel campo farmaceutico, è prodotta la linea Caramella: bagnodoccia, detergenti e creme al vino rosso.

“Acquavite & Beauty”, invece, è la linea messa a punto dai laboratori Co.Der di Fosbagnosano per le Distillerie Francoli di Ghemme: tutto a base di grappa. A Verona è possibile provare i benefici della vinoterapia alle Terme della Valpolicella di Villa Quaranta, grazie ai viini della Tommasi Viticoltori che danno vita a una collezione cosmetica e dermatologica a base di Valpolicella e Amarone. (Valentina Infante)

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