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Mangiare e Bere

Cantina F.lli Zeni – Museo del Vino

Cantina F.lli Zeni

Cantina F.lli Zeni è un’azienda vitinicola a gestione familiare nata nel 1870.  

Dal belvedere della Cantina è possibile ammirare un panorama mozzafiato, in cui le cime delle montagne si sfumano sulle morbide linee delle colline fino a raggiungere le sponde della baia del paese.Tutto ciò è la cornice ideale per un’azienda che coltiva con cura le proprie uve e tramite un’attenta selezione delle stesse produce una vasta gamma di pregiati vini. 

Fausto, Elena e Federica possono vantare, infatti, ben 31 diverse interpretazioni dei grandi Vini Classici Veronesi, ovvero:  

  • Soave
  • Custoza
  • Lugana
  • Bardolino Chiaretto
  • Bardolino (presente anche DOCG)
  • Valpolicella
  • Amarone della Valpolicella
  • Recioto della Valpolicella

  Inoltre dall’odierna filosofia, che abbraccia sia l’antica tradizione sia la modernità, sono nati interessanti vini IGT: Garganega, Costalago, Cruino, Corvar, Merlar e Passito. 

PUNTO VENDITA

Presso il punto vendita non solo sarà possibile acquistare direttamente tutti i vini della produzione ma altresì degustarli gratuitamente. Sarà chiesto un piccolo contributo solo per i vini più importanti. Personale qualificato vi guiderà nella degustazione, restando a disposizione per ogni curiosità.La Vinoteca è inoltre fornita di grappe, olio e aceto balsamico.

 

MUSEO DEL VINO

 Nella medesima struttura, da una geniale idea di Gaetano Zeni, è sorto dal 1991 il Museo del Vino, il quale ospita una concreta e originale testimonianza della cultura vitinicola dell’intera area veronese. L’entrata per i visitatori individuali è libera. 

Allestito all’interno della Cantina F.lli Zeni, il Museo del Vino è situato in località Costabella di Bardolino, sulla splendida collina antistante l’omonimo paese che si affaccia direttamente sul Lago di Garda. Dal 1991 questo museo, voluto e realizzato dal proprietario Gaetano Zeni, offre non solo una testimonianza della cultura vitivinicola a cui la famiglia Zeni è legata da generazioni, ma anche un’affascinante viaggio nel mondo del vino e nella sua storia.

Il museo è suddiviso in aree tematiche, ognuna dedicata ad un aspetto diverso dei processi della filiera vitivinicola, dalla coltivazione della vite alla raccolta, dalla trasformazione dell’uva all’imbottigliamento.

Le sale del Museo del Vino sono visitabili sia da individuali che da gruppi. Per il visitatore individuale l’ingresso è gratuito e non prevede percorso guidato. Per i gruppi (oltre le 10 persone e/o per soluzioni personalizzate) la visita al Museo del Vino è inserita all’interno di un percorso enosensoriale a pagamento e solo su prenotazione. Tutte le relative informazioni sono consultabili nella sezione Degustazioni.

Il Museo del Vino è aperto da metà marzo a fine ottobre. Nei restanti mesi rimarrà aperto soltanto il Punto Vendita adiacente al museo. Per informazioni consultare la sezione Punto Vendita.

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Area 1: la vitivinicoltura

Questo primo settore è dedicato alla coltivazione della vite. Sulle pareti sono esposte differenti tipologie di coltivazione della vite: il doppio capovolto, il cordone speronato, la pergola trentina, il doppio guyot e il guyot semplice. Queste forme di allevamento sono tutt’ora molto diffuse sebbene si sia registrata una generale tendenza, già da qualche anno, all’abbandono della pergola a favore del guyot. In quest’area sono in mostra inoltre pompe e soffietti, vecchi erogatori di prodotti a base di zolfo e rame tradizionalmente usati per la cura della vite. L’esposizione comprende anche alcuni esempi di aratro, l’attrezzo più importante della storia della civiltà: grazie al suo avvento si cominciò infatti a dissodare il terreno ad una certa profondità ottenendo in tal modo raccolti più abbondanti e sicuri. Gli aratri qui esposti sono a trazione animale. Un pannello dimostrativo illustra vecchi e nuovi sistemi di innesto della vite su portainnesto ibrido americano. La vite europea appartiene infatti alla specie vitis vinifera, la tipologia più importante tra quelle europee, asiatiche e americane. Alla fine del XIX secolo tutte le viti europee vennero distrutte da un insetto parassita, la Filossera, che venne in seguito debellato con l’innesto su barbatelle di vite americana.

 

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Area 2: la lavorazione dell’uva

Il secondo settore del museo è dedicato alle attività relative alle diverse fasi di trasformazione dell’uva in vino. Tra gli strumenti da lavoro indispensabili per la lavorazione dell’uva vi è una pesatrice utilizzata fino al secolo scorso per la pesatura manuale delle ceste dell’uva vendemmiata. Questo settore ospita, inoltre, due tipologie di antichi impianti di pigiatura: una pigiatrice meccanica dei primi del ‘900 ed una pigiatrice classica manuale risalente al periodo medioevale. Quest’ultima è composta da una cassa di pigiatura chiamata mostarola, dove veniva convogliata l’uva raccolta per essere poi pigiata a piedi nudi, come secondo antica tradizione. L’esposizione comprende anche due antichi carri utilizzati per il trasporto dell’uva e un rudimentale impianto di appassimento delle uve, in gergo dialettale peagnà, sul quale veniva fatta appassire l’uva destinata alla produzione dei celebri vini Amarone e Recioto della Valpolicella. In esposizione lungo il percorso si trovano inoltre antichi attrezzi del mestiere: grandi imbuti in legno, secchielli in legno di varia misura e gerle per il trasporto del mosto e del vino. Tutti questi strumenti da lavoro nel dialetto bardolinese sono identificati con nomi che richiamano ad un rito antichissimo: èl foladòr, èl sganfiò, la tramòsa, la lèca, el brentèl.

 

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Area 3: la produzione del vino

La lavorazione dell’uva, dalla raccolta alla pigiatura, anticipa la serie di operazioni che culminano nella produzione del vino come prodotto finito. In quest’area sono esposti alcuni esempi di attrezzature impiegate durante queste operazioni di cantina. La prima parte di questo settore è occupata da un torchio antico e da alcuni carri un tempo utilizzati per trasportare il vino tramite l’ausilio di botti. La sezione successiva di questo settore ospita alcuni esempi di pompe enologiche – alcune in uso nei primi del ‘900, altre di stampo più antico – utilizzate per i travasi del vino da una botte all’altra al fine di migliorarne la limpidezza. Esposte per completare simbolicamente le operazioni di produzione del vino sono, infine, diverse tipologie di tappatrici, alcune di epoca medioevale interamente in legno, altre più recenti con componenti in ferro.

 

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Area 4: gli attrezzi del bottaio

Procedendo lungo il percorso museale si accede al settore completamente dedicato agli attrezzi del bottaio. Il bottaio è colui che realizza contenitori in legno di tutte le dimensioni, fra cui le botti. Il mestiere del bottaio era una volta molto diffuso mentre oggigiorno è un’arte a cui solo pochi si dedicano. Per la costruzione di una botte si utilizzano: cerchi di ferro di diametro decrescente e liste di legno (doghe) larghe al centro e più strette all’estremità. Le doghe accuratamente preparate all’interno di un cerchio di metallo che fa da solido supporto, vengono curvate tramite il calore del fuoco su cui viene posizionata la botte parzialmente costruita. Una volta formato il corpo laterale questo viene cinto con robusti cerchi di ferro. La botte viene completata assemblando al corpo laterale i dischi di chiusura. Gli antichi strumenti del bottaio sono esposti su di un tavolo da lavoro del 1800. Vi sono asce di acciaio per la lavorazione delle doghe, pialle, trivelle di varie misure, graffietti per segnare i punti di incisione, trapani per incisioni, uno speciale martello per assestare i cerchi di ferro e un resinatore. Quest’ultimo attrezzo veniva utilizzato per incidere il fondo della botte in corrispondenza dell’incisione praticata nella parte superiore interna della doghe e permettere un perfetto assemblaggio tra il corpo della botte e il fondo della stessa.

 

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 Area 5: le origini

La quinta sezione accoglie un’esposizione di attrezzi ed oggetti che richiamano alle origini dell’antica arte della vinificazione. In primo piano vi è un complesso di torchiatura risalente al XV secolo. La torchiatura è la fase successiva alla pigiatura, l’operazione di spremitura delle vinacce. I torchi venivano riempiti con le vinacce tolte dal tino che venivano poi pressate fino ad arrivare ad un terzo del loro volume iniziale. Le vinacce potevano essere torchiate anche più volte, ottenendo così un vino di qualità inferiore, ma ugualmente utile a coprire il fabbisogno della famiglia. Il torchio in esposizione è del tipo alla genovese, a vite verticale. È costituito da una gabbia di legno cilindrica nella quale si raccoglievano le vinacce che venivano spremute utilizzando un collegamento attraverso funi ad un demoltiplicatore allo scopo di limitare lo sforzo (compiuto da uomini o animali) quando era necessario aumentare la forza di pressione nel tino. A completare questo excursus sulle antichissime origini del vino sono infine in mostra alcune riproduzioni di anfore e vasi vinari d’epoca Greca ed Etrusca utilizzati per il trasporto marittimo del vino e per la sua conservazione.

 

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 Area 6: l’imbottigliamento

Quest’area è completamente dedicata all’imbottigliamento, la tappa conclusiva del processo di produzione del vino prima della sua commercializzazione. Si colloca, infatti, in corrispondenza della zona della cantina dove hanno luogo le operazioni relative all’imbottigliamento, dalla sterilizzazione della bottiglia prima del suo riempimento, alla tappatura e capsulatura, dall’etichettatura e confezionamento in cartoni fino allo stoccaggio. L’area costituisce un settore a se stante, distinto dal percorso museale ma complementare ad esso. Se infatti il museo è stato concepito come una raccolta di memorie di una tradizione vitivinicola millenaria e come testimonianza delle vecchie tecniche di viticoltura e vinificazione nel tempo, la visita all’impianto di imbottigliamento rappresenta invece l’evoluzione del sistema produttivo e si pone a simbolo della modernizzazione che ha coinvolto negli ultimi decenni anche il settore vitivinicolo. Con la visita all’impianto di imbottigliamento la Cantina F.lli Zeni vuole offrire l’occasione per osservare da vicino il percorso del vino nella tappa conclusiva della lunga filiera produttiva.

 

VISITE E DEGUSTAZIONI GUIDATE

Per i gruppi sono previste su prenotazione visite guidate e degustazioni. Lo Staff Accoglienza accompagnerà i visitatori presso il Museo, l’Area Tecnica, il Vigneto ed infine la Barricaia, luogo di affinamento dei grandi vini e sede stessa delle degustazioni.Oltre ad ospitare gruppi turistici, la Cantina offre soluzioni diversificate per aziende, organizzando team building e degustazioni incentive, oltre che divertenti laboratori didattici. L’offerta non finisce comunque qui, poiché l’Ufficio Accoglienza è sempre disponibile a studiare progetti ad hoc.      

LINGUE Italiano, Inglese, Tedesco. Francese e Spagnolo su richiesta. 

 

ORARI DI APERTURA 

Dal 15 Marzo al 31 Ottobre Tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, festivi compresi09.00 -13.00 14.30 -19.00Visite guidate previa prenotazione (accoglienzagruppi@zeni.it ) ore 10.00, 14.00 e 16.00. 

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